venerdì, Settembre 18, 2026
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PIANO STRUTTURALE: UN CONTRIBUTO AL PERCORSO PARTECIPATIVO

Il giorno 05/03/25 ho partecipato da Tecnico ma anche da cittadino ad uno degli incontri organizzati dal comune per la presentazione della bozza del nuovo Piano Strutturale di Santa Maria a Monte.

Il Piano Strutturale, al quale seguirà il Piano Operativo, è il vero strumento di programmazione strategica di un territorio, ovvero va inteso quale strumento dove la pianificazione urbanistica, che segue le norme vigenti, si incontra con le strategie di programmazione politica che prevede lo sviluppo del nostro territorio verso ciò che saremo, o dovremo essere, nei prossimi 10 – 20 – 50 anni. Quindi è questo il vero strumento urbanistico idoneo a esplicitare la visione politica di un amministrazione perchè disegna le strategie future dello sviluppo e ne determina i riferimenti fondamentali.

Per quel che ho potuto ascoltare e capire dalla illustrazione fatta dalla giunta e dai tecnici estensori; dato che la cartografia e le norme saranno rese pubbliche e consultabili solo dopo la fine di questi incontri; mi sento di avanzare da subito alcune osservazioni e considerazioni come contributo avanzato nel pieno spirito di collaborazione come peraltro proprio la norma regionale auspica e promuove (dicesi Percorso partecipativo):

1 – LAVORO DEI TECNICI:

Nulla da dire circa il lavoro dei tecnici incaricati che ovviamente hanno pienamente illustrato le linee principali del futuro sviluppo del territorio comunale che andrà necessariamente verso una stagione di recupero e riuso dei beni e delle risorse esistenti, congelamento o limitazione dell’uso del suolo, sostenibilità dello sviluppo e difesa e salvaguardia del territorio; definizione delle nuove UTOE con attenzione all’equilibrio fra aree antropizzate e aree agricole.

2 – DIFESA DEL TERRITORIO:

Dal punto di vista Geologico mi sembra corretto porre particolare attenzione ai nuovi insediamenti collinari evitando aree di nuova espansione su terreni fragili; dal punto di vista idraulico viene individuata una fascia fra i collettori di pianura dove indirizzare risorse pubbliche e private per opere destinate ala mitigazione del rischio idraulico.

Ciò che emerge con chiarezza purtroppo è il fatto che comunque opere strutturali per la difesa idrogeologica non sono previste ne prevedibili nei prossimi anni, anche da parte di interventi regionali e/o nazionali e la gran parte della popolazione già insediata rimane a rischio senza nessuna prospettiva di soluzione, fosse anche a lungo termine.

Credo che proprio il Piano Strutturale debba essere lo strumento tramite il quale si immaginano strategie di riconversione delle zone classificate pericolose anche introducendo il concetto della perequazione al fine di immaginare, senza imporre niente a nessuno, che nei prossimi anni ( 50 – 100 anni) possano essere messe in atto strategie di ricollocazione di alcuni insediamenti antropizzati e industriali; fosse solo per fissare un concetto mai affrontato dalla politica in generale, ovvero: <la difesa del suolo non può essere delegata solo ai comuni e che quindi gli stessi, in assenza di soluzioni strategiche e risorse trasferite da enti superiori, debbano tutelarsi di fronte ai propri cittadini mettendo al primo posto la sicurezza ambientale e delle persone già insediate; lo sviluppo futuro, per una amministrazione comunale, dovrebbe essere secondario rispetto a questa priorità>.

3 – STRATEGIE INTERNE E SOVRACOMUNALI: Non mi sembra emerga (almeno dalle bozze in visione) nessuno studio relativo al raccordo con lo sviluppo previsto dai comuni confinanti e, ancor meno, con i due territori a noi contigui: il Valdarno e la Valdera.

Proprio il Piano Strutturale può essere lo strumento ideale per delineare politiche di sviluppo strategico che riguardano ad esempio i seguenti argomenti:

a) LA SCUOLA e in genere l’organizzazione delle strutture scolastiche nei vari gradi ed indirizzi in rapporto ad una popolazione che invecchia ed una necessaria difesa di qualità rapportata alle politiche di area vasta. A mio giudizio nulla sembra emergere riguardo a scelte strategiche per difendere la scuola esistente nelle nostre frazioni; una scuola ad oggi sempre più difficile da difendere nei numeri degli alunni per classe in rapporto all’invecchiamento della popolazione che indica ulteriori cali di utenza nei prossimo anni.

b) LE STRUTTURE SPORTIVE E I SERVIZI IN GENERE: Anche in questo caso il Piano Strutturale sembra non porsi la questione della sostenibilità dei poli sportivi e dei servizi in un comune come il nostro che ha tante frazioni in rapporto al numero di abitanti e troppi poli sportivi e servizi al punto di non avere sempre sufficienti risorse per farne fronte. Non dico di avere una soluzione ma dico che il Piano Strutturale dovrebbe almeno rispondere alla sostenibilità di ciò che esiste sul territorio in rapporto alla capacità di spesa dell’istituzione ed all’utenza esistente e prevista da qui ai prossimi anni.

c) SANITA’ TERRITORIALE: dopo gli anni del COVID sembrava avessimo capito che la vera strategia per i territori dovesse essere puntare su una sanità territoriale sempre più organizzata e capillare, competente, integrata con le realtà associative che operano in campo socio-sanitario e con i medici di medicina generale.

Quanto detto in un quadro generale di pianificazione territoriale pensando ad un vero polo salute coordinato con le case della salute che stanno nascendo intorno a noi nel valdarno e nella valdera, immaginare un area strategica e attrattiva rispetto a ciò che esiste intorno a noi sarebbe secondo me essenziale e lo stesso Piano strutturale dovrebbe, a mio parere, affrontare questo tema se vogliamo difendere la sanità territoriale oggi molto disgregata.

d) PIP ED AREA INDUSTRIALE: Come ho avuto modo di scrivere in passato giudico positivo che la Bozza del Piano Strutturale prenda in considerazione il rilancio dell’area PIP a Ponticelli che peraltro è quasi tutta di proprietà pubblica; credo positivo anche eliminare aree di sviluppo mai attivate. Auspicherei che il Piano Strutturale fosse anche lo strumento strategico di armonizzazione di quest’area nell’ottica delle aree industriali e servizi all’impresa rimanenti in tutto il distretto del Valdarno raccordandosi alle altre scelte di pianificazione degli altri comuni nei rispettivi Piani Strutturali circa questo argomento.

e) INQUINAMENTO ELETTROMAGNETICO: Credo sarebbe una grande occasione se il Piano Strutturale riprendesse le analisi e le ipotesi di sviluppo delle aree soggette ad ospitare i ripetitori della telefonia mobile e provi ad indicare aree deputate allo sviluppo eventualmente futuro nel rispetto ed in coerenza con il Piano delle Antenne (di cui il comune dovrebbe esser dotato) al fine di tutelare la salute pubblica e mantenere le aree ospitanti tassativamente di proprietà pubblica.

f) ENERGIA DA FONTI RINNOVABILI: Alla luce delle spinte normative sempre più incentivanti le forme di recupero energetico da energia rinnovabile facilmente attivabili dai privati; credo sarebbe essenziale individuare, se fattibile, aree deputate ed aree da rispettare in base alla tipologia delle eventuali richieste che, sicuramente, arriveranno sempre più numerose in futuro.

4 – CONCLUSIONI

Trattasi a mio parere di questioni essenziali per lo sviluppo futuro del nostro comune che dovrebbero essere affrontate proprio in questa fase e con questo strumento che, da ciò che ci è stato possibile vedere in questi incontri (ci riserveremo un approfondimento maggiore quando saranno pubblicamente disponibili i documenti), non vengono ne analizzate ne affrontate e quindi neppure pianificate rischiando di perdere la vera opportunità che lo strumento del Piano Strutturale stesso mette nelle mani delle Amministrazioni Comunali.

Quanto scritto vuol essere un intervento costruttivo in quanto la stessa legge regionale prevede per questo un percorso partecipativo che dovrebbe perciò contribuire alla stesura definitiva prima dell’adozione e dell’iter di approvazione definitiva.

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Le firme raccolte saranno inviate ai seguenti soggetti: Acque SpA, in quanto Gestore del Servizio Idrico Integrato dell’ATO 2 – Basso Valdarno e per conoscenza: – Comune di Santa Maria a Monte in quanto Ente locale territorialmente competente e membro dell’Autorità Idrica Toscana (AIT) – ARERA – Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente in quanto Autorità nazionale di regolazione del servizio idrico

TESTO DELLA PETIZIONE

Spett.le Azienda ACQUE SpA – Pisa

e p.c. – Al Sindaco di Santa Maria a Monte – ARERA

OGGETTO: Richiesta di intervento strutturale sulla rete idrica del   Comune di Santa Maria a Monte                       

I cittadini del Comune di Santa Maria a Monte, con la presente istanza collettiva, intendono rappresentare formalmente le persistenti criticità relative alla rete idrica comunale, gestita da codesta Società nell’ambito del Servizio Idrico Integrato, secondo quanto previsto dal quadro normativo vigente (Dlgs. 152/2006 – Parte III; regolazione ARERA in materia di qualità tecnica e continuità del servizio).

Da tempo il territorio risulta interessato da ripetute rotture delle condotte, con conseguenti interruzioni dell’erogazione idrica che determinano disservizi prolungati e impatti significativi sulla popolazione residente. Le frequenti sospensioni del servizio, talvolta protratte per intere giornate, configurano una situazione non più compatibile con i principi di efficienza, continuità e affidabilità che regolano la gestione del servizio idrico.

Si evidenzia che tali criticità comportano:

    • interventi manutentivi straordinari ricorrenti, con rilevante impatto economico e operativo;
    • dispersione di risorsa idrica, in contrasto con i principi di tutela e uso sostenibile;
    • discontinuità del servizio, rilevante ai fini degli standard ARERA (RQTI);
    • pregiudizio alla qualità della vita di famiglie, attività economiche e servizi pubblici.

Alla luce di quanto sopra, i cittadini firmatari formulano istanza affinché Acque SpA proceda alla valutazione e alla programmazione di un intervento strutturale di ammodernamento della rete idrica, con particolare riferimento alle tratte maggiormente soggette a guasti.

In particolare si richiede:

    1. Una relazione tecnica dettagliata sullo stato attuale delle infrastrutture idriche comunali, comprensiva di analisi delle cause ricorrenti delle rotture.
    1. La predisposizione di un piano di investimento pluriennale, finalizzato alla sostituzione delle condotte deteriorate e alla riduzione degli interventi emergenziali.
    1. L’adozione di misure di efficientamento coerenti con gli obblighi regolatori in materia di qualità tecnica del servizio.
    1. La comunicazione ufficiale dei tempi, delle modalità e delle priorità degli interventi programmati, nel rispetto dei principi di trasparenza e informazione agli utenti.

Si rappresenta che un intervento strutturale, oltre a costituire misura necessaria per la tutela della continuità del servizio, comporterebbe un significativo beneficio economico nel medio-lungo periodo, riducendo i costi derivanti da riparazioni frequenti e dispersioni idriche.

Confidando nella Vostra attenzione e nella volontà di assicurare un servizio conforme agli standard normativi e regolatori, si resta in attesa di un cortese riscontro scritto.

Distinti saluti.

UN PATTO PER SANTA MARIA A MONTE

UNA COSTITUENTE CIVICA PER LA RINASCITA DEL NOSTRO TERRITORIO

Siamo persone di sinistra. Lo diciamo con chiarezza e orgoglio. 

Crediamo nella pace, nei diritti umani e civili, nella giustizia sociale e nella dignità delle persone.

Amiamo profondamente Santa Maria a Monte e guardiamo con amarezza al degrado, all’isolamento e alla mancanza di prospettiva in cui il Comune è stato lasciato dopo tre legislature prive di visione.

Il territorio è stato isolato, il tessuto sociale indebolito, le associazioni mortificate; il risultato è l’impoverimento economico, culturale e sociale che tutti possono vedere.

Ma noi non ci rassegniamo. Crediamo che il cambiamento possa nascere dalla comunità, dalle persone che ancora resistono e vogliono costruire.

Crediamo anche che, per risollevare davvero Santa Maria a Monte, non basti una sola parte politica: serve un Patto tra tutte le forze sane del territorio, un’alleanza civica che vada oltre i recinti ideologici e oltre le appartenenze tradizionali.

Per questo proponiamo un Patto Sociale: una Costituente civica che unisca storie diverse, ma accomunate dal desiderio di invertire la rotta.

Abbiamo idee, energie, competenze. 

Vogliamo metterle a disposizione della comunità e confrontarle con quelle di chi è disposto a rimboccarsi le maniche, per costruire insieme una lista civica nuova, libera dai vecchi schemi e dai vecchi giochi politici.

L’obiettivo è uno solo: la rinascita di Santa Maria a Monte.  Una rinascita che spezzi definitivamente l’immobilismo di chi ha governato finora e apra una stagione di vera partecipazione, trasparenza e futuro condiviso.




INCONTRO PUBBLICO


MERCOLEDÍ 3 GIUGNO, ore 21

Circolo ARCI
SAN DONATO

SICUREZZA É PARTECIPAZIONE

SICUREZZA E QUALITÀ DELLA VITA:
UNA SFIDA PER LA COMUNITÀ
Spunti di riflessione su un tema che riguarda tutti

1 – SICUREZZA REALE, SICUREZZA PERCEPITA
Nel dibattito pubblico, il tema della sicurezza viene spesso usato come leva emotiva: per creare paura o, al contrario, per minimizzare i problemi quando conviene.
Questo continuo oscillare tra allarmismo e negazione non aiuta nessuno.

È fondamentale distinguere tra:
sicurezza reale, cioè i fatti, gli episodi, i dati oggettivi
sicurezza percepita, ovvero il clima emotivo influenzato da narrazioni politiche e mediatiche.

Anche a Santa Maria a Monte esistono episodi concreti: atti di vandalismo, tensioni tra giovani, devianze, fragilità sociali. Chi vive il territorio lo sa.
Riconoscere i problemi senza ingigantirli né nasconderli è il primo passo.
Solo così possiamo costruire risposte efficaci e restituire fiducia alla comunità.  

2 – LE RADICI DEL PROBLEMA: LA DEVIANZA NON NASCE DAL NULLA

La devianza non è un tratto innato. È il prodotto di condizioni:
– sociali    – economiche     – culturali     – familiari

Quando queste condizioni si deteriorano, aumenta la probabilità che emergano comportamenti problematici.
Per questo la repressione, da sola, non può essere la risposta.

3 – IL LIMITE DELLE RISPOSTE ESCLUSIVAMENTE PUNITIVE

Di fronte ad ogni episodio critico, la risposta ricorrente è sempre la stessa:
– più telecamere – più controlli – più pene – più repressione

Sono strumenti necessari, ma non risolutivi, soprattutto quando vengono proposti da chi, allo stesso tempo, osteggia:
– l’educazione affettiva nelle scuole – i percorsi di inclusione – l’accoglienza – il lavoro sulle fragilità sociali – la prevenzione educativa

È un paradosso: si chiede più ordine, ma si rifiutano gli strumenti che prevengono il disordine.

4 – GLI EPISODI RECENTI: SEGNALI DA NON IGNORARE   

Gli episodi avvenuti nel territorio – dall’omicidio di Montecalvoli agli atti vandalici, dagli incendi dolosi alle violenze ad opera di adolescenti – non sono casi isolati. Sono indicatori di un malessere più profondo.
Quando i problemi riguardano molti singoli, non sono più problemi individuali: diventano questioni sociali.
E una comunità matura deve saperli affrontare come tali.

5 – IL RUOLO DELLA COMUNITÀ: UN PATRIMONIO DA VALORIZZARE

Santa Maria a Monte ha una ricchezza preziosa: un tessuto sociale fatto di:
– associazioni – circoli – società sportive – gruppi di volontariato – realtà culturali e ricreative
Questo patrimonio non va lasciato solo. Va sostenuto, formato, messo in rete.
Perché è proprio lì che si costruisce la prevenzione: nella presenza. Nella comunità.

6 – RIAPPROPRIARSI DEGLI SPAZI PUBBLICI

La sicurezza si costruisce anche attraverso:
– spazi pubblici curati – giardini illuminati – luoghi di incontro vivi – decoro urbano – presenza delle persone

Il degrado fisico alimenta il degrado sociale. La cura e il presidio sociale degli spazi è una forma di prevenzione.

7 – UN APPROCCIO DIVERSO: NON MINIMIZZARE, NON SEMPLIFICARE

Non si tratta di strumentalizzare il tema. Si tratta di riconoscere che la situazione richiede:
– realismo – responsabilità – ascolto – coordinamento
Minimizzare non aiuta. Illudersi che basti qualche telecamera nemmeno.

8 – UNA PROPOSTA: UN TAVOLO PERMANENTE DI COMUNITÀ

Per affrontare il tema della sicurezza serve un approccio collettivo. Un tavolo permanente che coinvolga:
– famiglie – scuole ed educatori – parrocchie – società sportive – circoli ricreativi – associazioni culturali – volontariato

Non vogliamo scaricare responsabilità, ma condividerle. Perché la qualità della vita riguarda tutti.

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Testo dell’ordine del giorno che il nostro gruppo presenterà al prossimo Consiglio Comunale previsto per il 27 Aprile prossimo:

Leggi e/o scarica il testo dell’ordine del giorno in PDF

CENTRO STORICO SENZA PARCHEGGI: L’AMMINISTRAZIONE SI CHIUDE A RICCIO

Breve resoconto dell’Assemblea Pubblica sul tema dei parchecci nel centro storico promossa da Sinistra Plurale.

Il 26 febbraio si è svolta nella sala del Consiglio comunale di Santa Maria a Monte un’assemblea organizzata da Sinistra Plurale, che ha presentato ai cittadini le proposte progettuali emerse dal concorso di idee bandito dall’Amministrazione comunale nel 2001.

L’incontro ha rappresentato un raro momento di confronto diretto, in cui residenti hanno potuto discutere delle criticità del centro storico e delle possibili
soluzioni.

I cittadini presenti hanno mostrato un forte interesse per le idee illustrate, apprezzando il tono costruttivo dell’iniziativa. Nel corso degli interventi sono emerse con chiarezza le difficoltà quotidiane che i residenti del centro storico affrontano: la carenza di parcheggi di prossimità, l’assenza di criteri che favoriscano la sosta per i residenti e la pedonalizzazione di alcune aree.

La richiesta più condivisa è stata chiara: una riorganizzazione dei parcheggi e la possibilità, nell’immediato, di continuare a utilizzare gli spazi retrostanti il Comune, da sempre fondamentali per chi abita nel centro.

All’assemblea erano presenti anche alcuni assessori dell’attuale Giunta. La loro partecipazione aveva fatto sperare in un dialogo costruttivo e in una disponibilità ad accogliere le istanze dei residenti.

Tuttavia, a distanza di appena una settimana, è arrivata una decisione che ha lasciato molti cittadini sconcertati: la chiusura, con installazioni fisse, proprio dell’area di parcheggio dietro il Comune, quella stessa area che i residenti chiedevano di poter continuare a utilizzare almeno fino alla realizzazione di unparcheggio alternativo.

Una decisione che solleva interrogativi.
La tempistica e la natura dell’intervento sollevano domande legittime:

  • Perché ignorare le richieste dei residenti espresse in modo così chiaro?
  • Perché procedere con una chiusura definitiva senza offrire soluzioni transitorie?
  • Qual è la strategia complessiva dell’amministrazione per affrontare il tema dei parcheggi nel centro storico?

In un momento in cui la partecipazione civica viene spesso invocata come valore, sarebbe auspicabile che il confronto con i cittadini non si esaurisse in un semplice ascolto formale, ma si traducesse in scelte coerentie rispettose delle loro esigenze.

Sinistra Plurale ribadisce il proprio impegno a sostenere le richieste dei residenti e a promuovere un percorso di progettazione condivisa che tenga insieme tutela del centro storico, vivibilità e diritti di chi lo abita.


SPORT LOCALE IGNORATO: SERVE UN CAMBIO CULTURALE

Sinistra Plurale esprime profonda preoccupazione per il crescente degrado degli impianti sportivi comunali e per le scelte amministrative che stanno penalizzando le associazioni locali, storicamente radicate nel territorio.

L’ultimo episodio, che ha visto l’ASD Virtus SMAM esclusa dal Campo Sportivo “Gabriele di Lupo” a favore di una squadra esterna, è solo l’ennesima manifestazione di una gestione opaca e poco rispettosa del tessuto sportivo locale.

Questa situazione non è nuova.

Da oltre un decennio, la dissoluzione del consorzio che gestiva gli impianti — formato dalle migliori realtà associative del territorio — ha lasciato spazio a modelli di gestione frammentati, privi di visione strategica e orientati più al consenso che al bene collettivo.

Il risultato è sotto gli occhi di tutti: strutture fatiscenti, mancanza di trasparenza e un progressivo allontanamento delle associazioni sportive dalla vita pubblica.

Sinistra Plurale lancia un appello all’Amministrazione comunale guidata dalla Sindaca Del Grande: è tempo di invertire la rotta!

Serve un segnale di discontinuità rispetto alla precedente giunta Parrella e un impegno concreto per restituire dignità allo sport locale.

La proposta è chiara:

  • Convocare tutte le associazioni sportive di Santa Maria a Monte in un tavolo di confronto pubblico.
  • Elaborare un progetto di gestione condiviso, che valorizzi il radicamento territoriale e il numero di tesserati.
  • Ripristinare condizioni dignitose negli impianti e garantire trasparenza nelle decisioni future.

Sinistra Plurale si dichiara disponibile a collaborare attivamente, qualora l’amministrazione dimostri apertura e volontà di ascolto verso chi, ogni giorno, lavora per il benessere della comunità.

È il momento di agire. Lo sport locale non può più aspettare.

SERVE UNA VISIONE STRATEGICA PER IL FUTURO

Breve resoconto dell’ultimo Consiglio Comunale

Durante il Consiglio Comunale di lunedì scorso abbiamo esaminato costi e contenuti della convenzione per il trasporto pubblico stipulata con i Comuni dell’Unione Valdera.

La firma di questa convenzione rappresenta un passo nella giusta direzione, ma arriva dopo anni di autoisolamento in cui il nostro Comune ha rinunciato ai vantaggi della collaborazione intercomunale.

Come gruppo di opposizione riteniamo fondamentale sottolineare che la collaborazione istituzionale con gli altri Comuni è la strada maestra per ottimizzare le risorse pubbliche in un momento storico in cui i fondi a disposizione degli enti locali sono sempre più limitati.

Abbiamo proposto all’Amministrazione di andare oltre la sola convenzione sul trasporto pubblico e prendere in considerazione tutti i servizi che potrebbero beneficiare di una gestione associata.

Questo approccio integrato permetterebbe di:

Ottimizzare i costi di gestione
Migliorare la qualità dei servizi offerti ai cittadini
Creare economie di scala vantaggiose per tutti i comuni coinvolti
Trasformare il nostro territorio da “pagatore” a potenziale “beneficiario” di servizi condivisi List Item List Item

𝗤𝘂𝗲𝗹𝗹𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗺𝗮𝗻𝗰𝗮 𝗼𝗴𝗴𝗶 𝗲̀ 𝘂𝗻𝗮 𝘃𝗶𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝘀𝘁𝗿𝗮𝘁𝗲𝗴𝗶𝗰𝗮 𝗱𝗶 𝗹𝘂𝗻𝗴𝗼 𝗽𝗲𝗿𝗶𝗼𝗱𝗼. Non possiamo continuare a gestire la cosa pubblica in modo frammentario e affrontare le singole questioni senza una programmazione complessiva.

Questo limite è stato confermato dalla lettura del Bilancio di Previsione finanziario 2025-2027 portato in approvazione in Consiglio Comunale: variazioni puramente tecniche, con spostamenti di pochi spiccioli da un capitolo all’altro senza una logica.

𝗜𝗹 𝗖𝗼𝗺𝘂𝗻𝗲 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗶𝗻𝘂𝗮 𝗮 𝗽𝗮𝗴𝗮𝗿𝗲 𝗿𝗶𝘀𝗮𝗿𝗰𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗽𝗲𝗿 𝗰𝗮𝘂𝘀𝗲 𝗽𝗲𝗿𝘀𝗲 che gravano sulle tasche dei contribuenti: l’ultimo, approvato l’altra sera, è di 𝟭𝟳.𝟬𝟬𝟬 𝗲𝘂𝗿𝗼 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗦𝗲𝗴𝗿𝗲𝘁𝗮𝗿𝗶𝗮 𝗖𝗼𝗺𝘂𝗻𝗮𝗹𝗲 𝗰𝗼𝗶𝗻𝘃𝗼𝗹𝘁𝗮 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗰𝗮𝘂𝘀𝗮 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗼 𝗹𝗮 𝗚𝗶𝘂𝗻𝘁𝗮 𝗧𝘂𝗿𝗶𝗻𝗶 (𝗮𝘀𝘀𝗼𝗹𝘁𝗮 𝗰𝗼𝗻 𝗳𝗼𝗿𝗺𝘂𝗹𝗮 𝗽𝗶𝗲𝗻𝗮 𝗻𝗲𝗶 𝗱𝘂𝗲 𝗴𝗿𝗮𝗱𝗶 𝗱𝗶 𝗴𝗶𝘂𝗱𝗶𝘇𝗶𝗼).

Per questo abbiamo chiesto la rendicontazione dei soldi pubblici spesi in quella causa intentata per scopi propagandistici e fatta pagare ai contribuenti.

Ormai anche la Giunta Del Grande si sta rendendo conto dei danni causati dall’assenza più che decennale di una pianificazione strategica e da scelte improvvisate che non considerano gli effetti a medio e lungo termine.

Come gruppo di Sinistra Plurale continueremo a proporre soluzioni concrete e costruttive per migliorare l’efficacia dell’azione amministrativa, così come abbiamo fatto con la presentazione delle osservazioni al Piano Strutturale su parcheggi e riqualificazione del centro storico, impianto biogas e viabilità, area industriale pip, impianti per energie rinnovabili, poli scolastici e impianti sportivi, sistema fognario nelle zone collinari

Crediamo che sia possibile trasformare le sfide di oggi in opportunità per costruire un futuro migliore per la nostra comunità.

𝗘𝗹𝗶𝘀𝗮 𝗘𝘂𝗴𝗲𝗻𝗶 e 𝗣𝗮𝘁𝗿𝗶𝘇𝗶𝗮 𝗙𝗮𝗿𝗮𝗼𝗻𝗶

Consigliere comunali di Sinistra Plurale


BIOGAS: BASTA CON LE PRESE IN GIRO

Il nuovo Piano Strutturale non prevede niente per migliorare la situazione.

I problemi possono essere affrontati e governati nell’interesse dei cittadini, oppure strumentalizzati e cavalcati per cercare facile consenso.


Da tre legislature gli amministratori comunali prendono in giro i cittadini di San Donato.


Sulla questione del Biogas hanno fatto intere campagne elettorali demagogiche e populiste.
Anziché gestire la situazione cercando di limitare i disagi dei residenti, hanno cercato di deresponsabilizzarsi nascondendosi dietro le vie legali (perdendo regolarmente tutte le cause, oltretutto a spese del contribuente).


Non solo non hanno mantenuto le loro promesse e non hanno risolto niente: in tutti questi anni hanno peggiorato la situazione.

Hanno impedito lo stoccaggio dei materiali nella nuova zona industriale di Ponticelli, lontano dal centro abitato.


Non hanno siglato un possibile accordo con la proprietà dell’impianto per la realizzazione di una viabilità alternativa.
Sono usciti dal protocollo per il monitoraggio della qualità dell’aria a cura dell’ARPAT.


Non danno nessuna informazione sugli sviluppi della situazione, dopo il passaggio della società ad una multinazionale.

L’8 Maggio scorso, il Comune ha approvato l’adozione del Piano Strutturale, ovvero lo strumento urbanistico che disegna il futuro del nostro territorio, compreso quello di San Donato.
Nei prossimi decenni potranno essere realizzati solo gli interventi urbanistici previsti in questo fondamentale documento programmatico.
Diciamo subito che il Piano Strutturale approvato non affronta nessuna delle tematiche relative all’impianto del Biogas.
Il percorso per la realizzazione del Piano Strutturale è iniziato 6 anni fa. In tutto questo tempo non si sono degnati di organizzare occasioni di incontro con i cittadini della frazione per ascoltare le loro richieste e i loro suggerimenti (così come previsto dalla legge).

O meglio, hanno indetto in fretta e furia un incontro formale, alle ore 18 di un giorno lavorativo (poi disdetto e anticipato con scarso preavviso), andato praticamente deserto…

Pensiamo sia venuto il momento di cambiare registro perché i cittadini meritano maggiore rispetto.

Entro il 21 Luglio 2025 tutti i cittadini possono prendere visione del piano strutturale adottato e avanzare le loro osservazioni e proposte prima della sua approvazione definitiva.

Noi presenteremo le nostre osservazioni al Piano Strutturale.
Chiederemo che venga inserita la possibilità di realizzare una viabilità alternativa per i mezzi pesanti, in modo da ridurre il disagio, e tutelare la sicurezza in strade progettate per altri usi.
Si tratta di un’occasione da non perdere perchè quanto non previsto nel Piano non potrà essere realizzato per i prossimi decenni.
Non si capisce perchè precludere questa possibilità all’attuale Amministrazione o a quelle che verranno.

Venerdi 4 Luglio ore 21,15
INCONTRO PUBBLICO
presso il circolo ARCI di San Donato


ACCESSIBILITÁ NEGATA AL PALAZZO COMUNALE

È ora di affrontare seriamente il tema delle barriere architettoniche nel nostro Comune.

Ringraziamo la cittadina che ha avuto il coraggio di denunciare pubblicamente una situazione inaccettabile: durante i lavori di riqualificazione della piazza e del retro del Palazzo Comunale, l’accesso per le persone con disabilità è stato completamente bloccato, impedendo di fatto l’esercizio di diritti fondamentali come l’accesso agli uffici pubblici.

Non si è pensato ad una soluzione temporanea durante i lavori. Era davvero impossibile garantire un accesso alternativo per le persone con disabilità?

Questo dimostra quanto poco si pensi all’inclusività nella pianificazione degli interventi pubblici.

Ma non ci interessa strumentalizzare la vicenda, né la polemica spicciola su un tema così delicato che tocca da vicino la qualità della vita di molte persone.

Si provveda subito a risolvere il problema anche con una rampa provvisoria fino alla fine dei lavori, ma contemporaneamente si inizi ad affrontare il tema dei diritti delle persone con disabilità in modo serio e responsabile.

Abbiamo cercato sul sito istituzionale del Comune il Piano Eliminazione Barriere Architettoniche (documento di mappatura e pianificazione degli interventi, obbligatorio per legge) per iniziare a fare le nostre valutazioni e proposte, ma non abbiamo trovato niente riguardante la disabilità in generale.

Probabilmente si tratta di un problema dovuto alla ristrutturazione del sito in corso, per questo, in attesa che l’inconveniente sia risolto abbiamo chiesto la documentazione via pec.

Nel prossimo Consiglio Comunale proporremo la nomina del Garante dei diritti delle persone con disabilità. Si tratta di una figura prevista dalla normativa toscana che, pur non essendo obbligatoria, è fortemente raccomandata ed è già stata istituita in molti comuni della provincia.

Vogliamo dare il nostro contributo per un Comune inclusivo, accogliente e funzionale per tutti, dove a tutti i residenti sia garantito l’accesso alle opportunità e ai servizi, e dove tutti si sentano accolti e rispettati.

Ciò significa affrontare le barriere, sia fisiche che sociali, che ostacolano l’accesso e la partecipazione, e garantire che tutti possano contribuire alla vita della comunità.

A PROPOSITO DI TRASPARENZA…

Domani e dopodomani gli italiani saranno chiamati alle urne per esprimersi su 5 quesiti referendari.

Si tratta di un appuntamento importante che le Amministrazioni Comunali hanno il dovere istituzionale di promuovere attraverso una corretta informazione sulla votazione, sugli orari di apertura degli uffici per il ritiro delle tessere elettorali, sulle procedure per il voto domiciliare alle persone malate e altre necessità.

I nostri Amministratori che si sciacquano la bocca con la parola “trasparenza” e si vantano di investire soldi nella comunicazione pubblica ritenendola un “dovere politico”, si sono dimenticati di aggiornare la home page del sito istituzionale del Comune con le informazioni istituzionale sui referendum.

C’è voluto un articolo sui quotidiani online locali del Comitato per il SÌ e un sollecito via PEC delle consigliere comunali di Sinistra Plurale per far aggiornare il sito (a distanza di poche ore dall’inizio delle votazioni).

Meglio tardi che mai, verrebbe da dire, ma non ci stancheremo mai di ripetere che i cittadini di Santa Maria a Monte meritano maggior rispetto.

Questo il testo della PEC:

Alla Sindaca – Al Segretario

Oggetto: Grave inadempienza nell’informazione referendaria

Con la presente vorremmo evidenziare una grave mancanza istituzionale della nostra amministrazione comunale nel garantire il diritto fondamentale all’informazione per l’esercizio del voto referendario dell’8-9 giugno 2025

Totale assenza di informazioni sul sito istituzionale.

Si potevano evidenziare le informazioni referendarie in homepage, o utilizzare tutti i canali disponibili (Telegram, Instagram, WhatsApp, Facebook).

Possiamo solo prendere atto che questa Amministrazione ha scelto il silenzio totale, violando il diritto all’informazione dei cittadini.

Chiediamo l’immediata attivazione di una sezione ben visibile sul sito istituzionale con tutte le informazioni necessarie per l’esercizio del diritto costituzionale al voto.

Questa grave mancanza rappresenta un fallimento istituzionale che lede i principi democratici fondamentali e dimostra una preoccupante disattenzione ai doveri dell’amministrazione pubblica nei confronti dei cittadini.

Faraoni Patrizia – Eugeni Elisa

UN DISASTRO ANNUNCIATO

L’incendio del centro ricreativo a La Fonte è una tragedia annunciata.

L’incendio che ha devastato il nostro centro ricreativo non è solo una perdita per la comunità, ma il risultato inevitabile di anni di negligenza amministrativa.

Le ultime Amministrazioni hanno adottato la strategia del distruggere tutto quello che funzionava, come la convenzione con il Consorzio degli impianti Sportivi disdetta nel 2015 dalla Giunta Parrella.

Oggi assistiamo alle conseguenze di un approccio improvvisato e superficiale.

L’amministrazione comunale ha fallito nel suo dovere primario: garantire la sicurezza e la manutenzione delle strutture pubbliche.

Non possiamo permettere che luoghi di aggregazione e socialità vadano perduti per l’incuria di chi dovrebbe tutelarli.

La nostra comunità merita di più.

Merita amministratori che abbiano a cuore il bene comune e non si limitino a inventare soluzioni di facciata